Intervista al Dr. Boffi
Buonasera, dottore, può dirci qual è la causa dell’unghia incarnita?
Nel 90% dei casi l’unghia incarnita è dovuta ad un errato taglio, e cioè ad una eccessiva curvatura degli angoli o addirittura al taglio fortemente obliquo di questi.
Tale fatto comporta che gli angoli del polpastrello, spinti anche dalla pressione della scarpa, si portino davanti all’unghia, la quale crescendo e trovando questo ostacolo cutaneo comincia a premere contro di esso, provocando un vero e proprio decubito, che fatalmente si infetta, con formazione di un granuloma che, ingrandendosi, va a coprire l’angolo e il margine laterale dell’unghia.
Che cosa succede quando si formano i granulomi?
Questi granulomi col tempo possono diventare delle vere e proprie escrescenze carnose anche molto grosse, che a loro volta rendono estremamente difficile il taglio dell’unghia, in quanto non si riesce a vedere bene il margine laterale coperto dal granuloma, con il risultato che, nel tentativo di correggere il taglio, si rischia sovente di tagliarlo ancor più malamente, e di creare così delle spicule o degli speroni ungueali che peggiorano ancor più la situazione…!
Cosa bisogna fare allora?
Innanzitutto non bisogna mai cercare di tagliare ancora di più gli angoli dell’unghia, perché, come ho già detto, si rischia di provocare la formazione di speroni che aggravano lo stato infiammatorio della parte, e comunque, anche nella migliore delle ipotesi, si ritarda all’infinito la risoluzione del problema, che è, invece, data dalla fuoriuscita all’esterno dell’angolo incarnito. Nelle prime fasi dell’incarnimento si può invece provare, con l’aiuto di un netta-unghie o della parte finale di una limetta, ad allontanare dal margine dell’unghia la cute che si è portata davanti ad essa, cercando quindi di facilitare e accompagnare la naturale crescita dell’unghia, finché la parte incarnita non riesca a fuoriuscire in avanti.
Non converrebbe invece rivolgersi ad un podologo?
Indubbiamente, nelle fasi precoci, tutto ciò potrebbe essere fatto, e con maggior profitto, anche da un bravo podologo: purtroppo, per la mia esperienza, la maggior parte dei podologi fa proprio ciò che non si dovrebbe fare, e cioè tagliare ancor di più l’unghia… Inoltre, quando si è già formato il granuloma, il podologo dovrebbe comunque tirarsi indietro e indirizzare il paziente ad un chirurgo, in quanto a questo punto si è di fronte ad una patologia, e il podologo – per Legge – non può autonomamente eseguire trattamenti curativi, tantomeno se questi sono invasivi! E poiché inoltre il granuloma va rimosso chirurgicamente, in anestesia locale, tutto ciò esula dalle competenze di un podologo!
Allora a chi bisogna rivolgersi?
Come ho già detto, quando si è già formato un granuloma, l’unica scelta è rivolgersi ad un bravo chirurgo che abbia esperienza di chirurgia delle unghie.
Purtroppo sono ancora troppi i chirurghi che, di fronte ad un’unghia incarnita, non trovano di meglio da fare che rimuovere l’unghia: questo intervento, se da un lato consente effettivamente una temporanea guarigione, dall’altro espone ad un’alta percentuale di recidive che si verificano durante la ricrescita della nuova unghia…!
Ancora peggiore è una pratica, che purtroppo sembra essere attualmente molto in voga, chiamata “fenolizzazione”, che consiste nel bruciare e distruggere con l’acido fenico (o fenolo) una o entrambe le parti laterali della matrice, lasciando così un’unghia che crescerà per tutta la vita(!) più stretta del normale! Questa tecnica – che, tra l’altro, non sempre è risolutiva, e che io utilizzo esclusivamente nei casi gravi di cosiddetta “unghia a pinza” – provoca, nei soggetti invece con unghie normali, una menomazione estetica (e non solo…!) definitiva e permanente francamente inaccettabile, soprattutto quando si pensi che spesso viene adottata in pazienti molto giovani, adolescenti o addirittura bambini…!
E lei invece come cura un’unghia incarnita?
Partendo dalla considerazione che, come ho detto all’inizio, l’incarnimento dell’unghia è dovuto al taglio errato degli angoli, e che quindi, per ottenere la guarigione, bisogna che gli angoli fuoriescano all’esterno, e dunque si deve facilitare la loro crescita impedendo al contempo che si incarniscano, abbiamo studiato e messo a punto una tecnica originale mininvasiva e conservativa insieme semplice ed efficace, che abbiamo chiamato “onicoplastica con tutore”.
In pratica, dopo aver rimosso con il diatermocoagulatore gli eventuali granulomi, inseriamo un tutore, ricavato da un segmento di un sondino per aspirazione aperto per lungo, a cavallo del margine laterale dell’unghia. Questo tutore - che viene poi gestito facilmente dal paziente stesso - separando l’unghia dalla cute circostante, ne consente la crescita impedendone l’incarnimento, fino alla fuoriuscita degli angoli.
Quanto tempo ci vuole per la guarigione?
Se intendiamo la guarigione definitiva, con completa “restitutio ad integrum” dell’unghia, questa dipende da quanto in profondità è stato tagliato l’angolo incarnito, e dalla velocità di ricrescita dell’unghia, che in un adulto è di circa 1 mm al mese, e nel giovane è un po’ più veloce.
Ma già dopo 10-15 giorni dall’intervento, cicatrizzate le ferite, si è in grado di rimettere le scarpe chiuse e di riprendere le normali attività.
Qual è la percentuale di pazienti guariti con il suo metodo?
Con tale tecnica, che utilizziamo ormai da più di 30 anni, ho trattato personalmente più di 2000 pazienti, con una percentuale di guarigione di circa il 98%!!
Grazie, Dottore, per le spiegazioni, e complimenti per la sua tecnica e per i suoi risultati!